Le Prime Romane: Serdoz-Tassinari

Le prime romane

Stagione dei Concerti 1975 – 1976

Era giusto che il poco noto «Concerto in re maggiore» per flauto e orchestra d’archi di Bartolomeo Campagnoli fosse presentato dall’Orchestra d’Archi “Giuseppe Tartini”, diretta dal bravo e meticoloso maestro Nino Serdoz. Infatti, il Campagnoli è uno dei maggiori rappresentanti violinistici della scuola tartiniana. Ed era giusto, anche, che fosse eseguito da un artista autentico come Arrigo Tassinari, dal momento che questi e il compositore sono nativi di Cento. A parte ciò La partitura del Campagnoli, divisa in cinque tempi, è veramente un lavoro degno di attenzione e non soltanto perché ricca di idee, ma anche perché propone una tecnica veramente scelta per lo strumento solista. Il Campagnoli fu un violinista di grande rilievo nel Sette Ottocento tanto in patria come all’estero e se eccelse nelle composizioni per il suo strumento, in questo «Concerto» per flauto non dimostra minor bravura. Arrigo Tassinari, poi. ha suonato con quell’arte, sobria, priva di ogni divismo, spontanea, che gli è propria. Tassinari è avanti negli anni (tocca gli ottanta), ma è ancor giovane nel suono, nell’emissione e nella tecnica e si ascolta sempre con piacere, come lo ascoltava il pubblico della Scala, sotto la direzione di Toscanini.

L’intelligente maestro Nino Serdoz ha brillato anche in pagine di Vivaldi. Pergolesi, Bach. Scarlatti, Stradella e Durante, facendo anche ben figurare la voce del baritono Jerome Barry. Successo caloroso per tutti gli interpreti e bis del Tassinari. Tra cui la divina “Aria dei Campi Elisi” di Gluck. M. R.

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